Iaido

Agonistica: 

Claudio ZanoniStoria
Nell'antico Giappone un guerriero doveva essere pronto a difendersi o ad attaccare in qualsiasi momento, non a caso il samurai dormiva con la spada corta a portata di mano. In quell'epoca si doveva quindi poter manovrare la spada da qualsiasi posizione, in qualsiasi momento ed era importante - questione di vita o di morte - saper estrarre la spada dal fodero in modo fulmineo.
Da questa necessità, nacquero nel XIV secolo le varie scuole di Iai jutsu che sviluppavano le capacità di estrarre la spada e di tagliare l'avversario in ogni situazione possibile. Sia per l'efficacia sia per necessità, questi centri crebbero velocemente arrivando a essere nel periodo di maggior splendore circa 400 (ad oggi, solo una trentina continuano ad essere attivi).
Con il diminuire dei conflitti e la crescita culturale della classe dei Samurai, lo Iai jutsu si trasformò in Iaido, disciplina fortemente influenzata dallo Zen. Si continuavano a studiare le tecniche di spada, sotto forma di kata, cercando di migliorare l'interazione del corpo con la mente e di raggiungere un equilibrio interiore. Da tecnica di combattimento lo Iaido è divenuto così una tecnica di sviluppo dell'essere umano.

Cos'è lo Iaido
Lo Iaido è l'arte dell'estrazione della spada, appartiene alle discipline del Budo tradizionale giapponese (budo significa arte marziale o arte militare) come il Kendo, il Jodo e la Naginata. Si pratica attraverso l'esecuzione di kata: forme codificate di combattimento, che si eseguono da soli, o meglio, contro un avversario immaginario. Un kata di Iaido è composto di più fasi: si inizia con lo sfoderamento, seguito in rapida successione da uno o più tagli, secondo il numero degli avversari ipotizzati. Seguono la pulizia della lama e il rinfodero. Tutto senza perdere mai di vista l'avversario immaginario.
Il praticante deve studiare per arrivare a sviluppare potenza, precisione e perfezione nelle forme eseguite, oltre a un controllo del respiro e delle proprie emozioni. Progredendo nella pratica, si impara la grazia, il bilanciamento e il controllo sia del corpo sia della mente.
Il termine Iaido è composto da iai che deriva dal giapponese Tsune ni ite, kyu ni awasu (approssimativamente significa: qualsiasi cosa stia facendo e in qualunque luogo io sia, devo essere pronto ad ogni eventualità) e da do (la via). Per questo motivo le tecniche utilizzate sono interpretazione di diverse situazioni e ipotizzano scenari in cui sono presenti nemici in numero variabile e nei luoghi più diversi come una stanza al buio, un ponte o un vicolo stretto.
Si dice che l'essenza dello Iaido sia Saya no uchi che prende origine dalla frase giapponese Saya no uchi de katsu. Entrambe significano "la vittoria sta nel fodero della spada", quindi nel vincere senza la necessità di sfoderare, ovvero riuscire a sormontare con il proprio ki (energia) l'avversario prima ancora di far uscire la spada dal saya (fodero) e farlo desistere da qualsiasi intenzione di attacco.

Tecnica
Come altre arti marziali di derivazione Zen, lo Iaido non è una disciplina di combattimento ma viene studiato per coltivare il proprio spirito ed ha come reale obiettivo lo sviluppo e la formazione dell'uomo. Attraverso la propria spada si affina lo spirito e si cerca di diventare persone migliori, cercando pace e amicizia all'interno del dojo (luogo di pratica) e nella vita quotidiana.
Lo Iaido alla Reale Società Ginnastica di Torino inizia dalle basi e cioè dai kata della Zen Nippon Kendo Renmei, serie di 12 kata creati in tempi moderni dalla Federazione giapponese (che comprende anche il Kendo e il Jodo) con lo scopo di creare una base comune a tutti i praticanti di Iaido. I 12 kata della ZNKR provengono dalle scuole antiche più importanti e costituiscono la base per gli esami e il conseguimento dei gradi.
Con l'avanzare della tecnica, si inizia l'apprendimento della dottrina della scuola antica Muso Shinden Ryu, studiata con l'ausilio del Maestro Renè Van Armesfort 7° Dan Renshi allievo di Hishido Sensei 8° dan Hanshi.
Il Maestro Ishido tiene circa 4 stages in Europa durante l’anno cui partecipano anche gli atleti della R.S.G.T.

Abbigliamento e attrezzature
L’abbigliamento è composto da un classico kimono corto, lo Iaido gi, e da un hakama, la tradizionale gonna pantalone. Questa "divisa" può essere di colore nero, bianco o blu. Completano l’abbigliamento un obi (cintura) e le ginocchiere.
Come attrezzature, all'inizio si utilizza un bokuto (spada di legno) per poi passare a uno iaito (imitazione di una spada katana ma non affilata) e infine, una volta maturata una lunga esperienza, si inizia a utilizzare un katana vero.

La sezione Iaido è affiliata alla CIK (Confederazione Italiana Kendo).